trend turistici

Una grande chimera di questo tempo turistico così incerto è la capacità di migliorare, se non addirittura aumentare la promozione della propria destinazione turistica, o del proprio prodotto turistico. 


Ci si mette in discussione, ci si domanda se stiamo adottando le strategie giuste di promozione turistica, se siamo in grado di raggiungere nuovi mercati turistici, di individuare quali siano quelli più promettenti, o semplicemente quelli più adeguati. E soprattutto ci si chiede se abbiamo effettivamente tutti gli strumenti che servono per riuscire nell’intento di rendere la promozione del nostro prodotto turistico, ovvero della nostra destinazione, veramente efficace.
Tra gli aspetti più complicati del meccanismo della promozione turistica c’è sicuramente quello della individuazione, anzi, dell’anticipazione dei trend turistici globali, internazionali e locali, nella scala e nella misura in cui possano riguardare il nostro prodotto o destinazione turistica. 
Ed è sicuramente vero che, se si ha la capacità di comprendere o anticipare un trend turistico in crescita, bisogna aver strutturato il proprio prodotto turistico affine a quel trend
Come fare allora?
Ovviamente si parte sempre da una profonda conoscenza del proprio territorio o del proprio prodotto, grazie alla quale si escludono a priori nicchie – e quindi trend – che per ostacoli logistici o di infrastrutture non possono riguardarci. Se il nostro prodotto turistico o destinazione turistica non include ad esempio infrastrutture golfistiche, la notizia del trend globale in calo o in crescita può non essere un dato importante per le nostre strategie di marketing diretto e indiretto.
Alla ricerca dell'incontaminato
Se nel decennio scorso si identificava questo trend come parte del più generico TURISMO AVVENTURA, adesso è fondamentale suddividerlo nelle molte nicchie che ad esso fanno riferimento, tutte accomunate dalla ricerca di ambienti o circostanze incontaminate. Fanno parte di questo mega-trend il turismo ambientale, il wildlife e bird watching e tutto quanto relativo al turismo attivo da fare in autonomia (cammini, trekking e hard trekking, gravel, climbing, paragliding, foliage watching).
Fanno parte di questo trend anche le nicchie più estreme relative al cibo (street food, esperienze culinarie estreme, eco-sostenibili) e i viaggi ecologici, addirittura a sostegno di attività ecologiche. Le generazioni di riferimento sono la generazione Z, che percepisce questo tipo di vacanza quasi come un diritto acquisitor, e la generazione dei BOOMER, che si rivolge a questo tipo di viaggio come ad un mezzo per fuggire dalla propria esistenza, per dimostrare il proprio self-improvement, e per sfidarsi.
Isolation Holidays
fanno parte di questo megatrend globale tutt i prodotti turistici di nicchia sbattuti sotto i riflettori dal Covid-19, ovvero le vacanze in charter-boat, la privatizzazione di ville (se non già di intere isolette), le case sugli alberi, le bubble rooms, I cabins, I cottages (anche in self catering), caravan, le sistemazioni con tetto trasparente e le proposte di glamping. Un megatrend che attraversa generazioni e segmenti, dal lusso più esclusivo (privatizzazione di intere isole maldiviane, ad esempio) fino al paradosso del viaggiare nel proprio furgoncino, adattato a piccolo appartamento per girare il mondo in isolamento, ma assolutamente insieme alla cerchia dei propri affetti, grande o piccolo che sia.
Il riflesso condizionato dell'undertourism
Questo è un megatrend negativo, del quale devono tenere conto le destinazioni turistiche o i prodotti turistici in fase di grande maturità, solitamente affetti da probematiche da overtourism, prima del Covid-19. Le grandi capitali italiane, europee e globali, le principali destinazioni da bucketlist, le maggiori tappe da crociera, tutti I luoghi dove si deve essere stati almeno una volta nella vita sono di colpo molto meno appetibili, per molti motivi, e ci vorranno anni per tornare a livelli simili a quelli del 2018.
Turismo di prossimità
quello che inizialmente era un obbligo per chi volesse comunque fare vacanza nell’estate 2020 è diventato un trend globale, ovvero cercare luoghi di vacanza nella propria regione o contea, e in maniera più scontata, nel proprio paese. 
Santuari domestici, luoghi sconosciuti, piccolo gemme viste una volta su un giornale, in televisione, o al cinema, o di cui si è sentito parlare in un passato lontano. 
Un mondo completamente nuovo, un bacino di utenza intergenerazionale al quale le destinazioni non sanno parlare, e nemmeno I board of tourism, una vera e propria giungla di suggestioni e (tanti) errori.
Quello che inizialmente era un obbligo per chi volesse comunque fare vacanza nell’estate 2020 è diventato un trend globale, ovvero cercare luoghi di vacanza nella propria regione o contea, e in maniera più scontata, nel proprio paese. 
Santuari domestici, luoghi sconosciuti, piccolo gemme viste una volta su un giornale, in televisione, o al cinema, o di cui si è sentito parlare in un passato lontano. 
Un mondo completamente nuovo, un bacino di utenza intergenerazionale al quale le destinazioni non sanno parlare, e nemmeno I board of tourism, una vera e propria giungla di suggestioni e (tanti) errori.